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01 marzo 2009

Logitech Z-2300 il Re dei sistemi audio 2.1


Gli altoparlanti 2.1 sono molto diffusi in ambito PC, molto spesso forniscono un ottimo compromesso per chi non ha intenzione di disseminare la propria stanza di casse e cavi con sistemi dolby surround 7.1.

Per chi non ama molto i compromessi e vuole il massimo in fatto di sistemi 2.1 il
Logitech Z-2300 è un prodotto di fascia alta che non ha nulla da invidiare ai sistemi surround a più casse. Quest'anno ha subito un restyling e ha aggiornato il proprio aspetto, ma dal punto di vista tecnico resta il solito sistema che da anni è considerato il miglior sistema 2.1 sul mercato. Le sue caratteristiche parlano da sole: certificazione THX per avere il massimo durante il gaming, 200 Watt RMS, risposta in frequenza degna di un sistema audio semi-professionale, bassi potenti e senza distorsioni e pratico telecomando per controllare l'impianto logitech. Se volete maggiori dettagli leggete qui.
Tutta questa tecnologia ha un costo. Logitech lo propone a 200 euro, ma su shopper online lo si trova a molto meno.

Insomma se vi piace ascoltare suoni nitidi e potenti, volete un prodotto di fascia alta senza avere troppe casse e cavi in giro allora il sistema 2.1 persentato da logitech e quello che fa per voi.

Alla prossima

24 febbraio 2009

Benq X2200W miglior gaming monitor ma introvabile!


Nell'ambito del gaming il monitor riveste un aspetto importante se non cruciale: è l'output del nostro sistema e le grandi prestazioni ottenute dalla nostra scheda video e dalla CPU non devono essere degradate da un monitor di basso livello. Oggi gli lcd widescreen la fanno da padrone e la diagonale più di moda è la 22 pollici. Ricordiamo che i monitor lcd non sono monitor "adatti a tutto", ma devono essere specializzati a seconda della applicazione che si vuole far girare e alla risoluzione che si vuole usare. I pannelli lcd devono "obbligatoriamente" lavorare alla risoluzione nativa, pena un degrado dell'immagine imbarazzante.

Nell'ambito gaming altro parametro importante è la latency nelle transizioni bianco-nero per evitare il fastidioso effetto scia durante le fasi di gioco. In questo ambito la Benq ha nel proprio catalogo una serie di monitor lcd specificatamente pensati per gli hardcore gamers. Il Benq X2200W è considerato da molti siti specialistici il miglior monitor per gaming: ha una risoluzione nativa di 1680x1050 e fa uso di 2 tecnologie proprietarie per ridurre drasticamente la latency in ambito gaming. La AMA Technology e la PerfectMotion Technology permettono al Benq di essere il monitor lcd con la più bassa latency sul mercato. Mantiene un'ottima resa cromatica e l'esperienza di gioco schizza ai massimi livelli. Tomshw ne fa una bellissima trattazione tecnica che consiglio vivamente di leggere: la trovare a questo indirizzo. Vi segnalo anche una comparativa con altri monitor.

Unica pecca di questo monitor è che è incomprabile, nel senso che pare non esistere nel mercato italiano. Io ho provato a cercarlo su vari shopper online ma niente da fare, i forum di tomshw e hwupgrade sono pieni di persone che chiedono dove comprarlo. La domanda dunque nasce spontanea: perchè i siti consigliano monitor ai propri lettori se questi non sono disponibili all'acquisto? Non si sono informati prima? Certe volte il mondo informatico è davvero bizzaro.

Alla prossima

23 febbraio 2009

PC portatili for gaming? No grazie!


A tutti gli appassionati del mondo gaming su PC segnalo un articolo apparso recentemente su hwupgrade.it che propone 3 soluzioni portatili per il gaming. Questo articolo mi da lo spunto per articolare una riflessione in merito al rapporto PC portatili e gaming.

"Se i tanto osannati Netbook rappresentano una valida alternativa nel caso in cui del PC se ne faccia un utilizzo basilare, per tutti coloro che hanno invece l'esigenza di lavorare e, più generalmente, farne un uso intensivo, questo tipo di soluzioni mostra gli evidenti limiti. I Notebook propriamente detti, caratterizzati da un display in grado di raggiungere risoluzioni superiori alla canonica 1024x600, ma anche da performance mediamente superiori rispetto alle soluzioni low-cost diventate famose negli ultimi tempi, hanno oramai soppiantato in molti scenari di utilizzo i "fratelli" desktop, eccezion fatta per il mondo videoludico, ultimo vero e proprio baluardo della realtà desktop."

Cito una parte dell'articolo di hwupgrade proprio perchè mi trova assolutamente d'accordo. I notebook e la nuova sottospecie i "netbook" sono ottimi prodotti, anzi validissimi in tutti quegli ambiti ove non è richiesta elevata efficienza computazionale. I prezzi sono aggressivi e quindi il consumatore ha grandi vantaggi nell'acquistare soluzioni laptop rispetto ai desktop.

Ma veniamo al succo del discorso. L'articolo propone 3 soluzioni: 2 top gamma ed una più scarsa. Le due top gamma sono dotate di Intel core2 Duo T9400/T9600, 4 GB di RAM, 9800M GTX da 1 GB e monitor da 17 pollici 1680x1050. Ad oggi una buona soluzione per il gaming. Peccato che questa configurazione "mediocre" costi 2500 euro. Se volessi fare una configurazione "media" con una soluzione desktop, del tipo: Intel Core2 Quad Q9400 o AMD phenom II X4 940BE, Nvidia GTX260 216core 896MB o ATI HD4870 1GB, 4 GB di RAM, Hard Disk da 500 GB e monitor da 22 pollici 1680x1050 non spenderei più di 1200 euro. Risultato: spendere la metà per avere il doppio (almeno) della prestazione.

Insomma i desktop restano ancora la migliore soluzione ove sia richiesta grande potenza computazionale. Il rapporto qualità/prezzo è indiscutibilmente alto e ci vorranno anni prima che una soluzione portatile possa rivaleggiare con una soluzione desktop.

Alla prossima

16 settembre 2008

Come calibrare la batteria del portatile

Calibrare una batteria significa semplicemente ricaricarla fino alla capacità massima e regolare la visualizzazione accurata del livello di carica. Se il computer è nuovo o se non è stato utilizzato per un lungo periodo di tempo, l'indicatore della batteria potrebbe non visualizzare correttamente il livello di carica. Questo può avvenire perchè di "scalibra" il gas gauge, un componente elettronico utilizzato nei sistemi mobile per tenere traccia dello stato di carica della vostra batteria.


Metodo 1: Calibrazione della batteria mentre si utilizza il computer

La calibrazione della batteria richiede un ciclo di carica completa e scaricamento completo. Se durante questo ciclo di calibrazione si utilizza il computer, è necessario disabilitare le proprietà di Risparmio energia, in modo da consentire alla batteria di scaricarsi completamente. Per ricalibrare la batteria mentre si utilizza il computer, procedere come segue.

1) Collegare l'adattatore AC e far caricare il portatile finché la batteria viene caricata al 100% della capacità. Per stabilire la percentuale di alimentazione della batteria, con il portatile normalmente funzionante, fare clic con il pulsante destro sull'icona di
alimentazione nella barra delle applicazioni, quindi selezionare Apri Misuratore alimentazione . Viene visualizzato lo Stato alimentazione.

2) Quando la batteria ha raggiunto una carica pari al 100%, rimuovere il cavo dell'adattatore AC dal computer portatile.

3) Fare clic su Start/Avvio , Pannello di controllo , quindi fare clic su Visualizzazione per categorie.

4) Fare clic su Opzioni risparmio energia, Prestazioni e manutenzione, quindi fare clic su Opzioni risparmio energia.

5) Nella scheda Combinazioni risparmio energia individuare e annotare le impostazioni predefinite. Questi parametri dovranno essere ripristinati in un secondo momento.

6) Selezionare l'impostazione Sempre attivo per la voce Combinazioni risparmio energia. Selezionare quindi l'impostazione Mai per tutte le voci elencate nella colonna Alimentazione a batteria. L'impostazione Sempre attivo impedisce l'attivazione della modalità di sospensione sul portatile e consente alla batteria di scaricarsi più rapidamente.

7) Fare clic su Applica per confermare i valori inseriti e per favorire lo scaricamento completo della batteria. Durante il periodo del test il portatile funziona costantemente.

8) Far scaricare completamente la batteria finché il PC portatile non si spegne. La batteria risulta ora calibrata e il valore relativo al livello della batteria riportato dal misuratore di alimentazione risulta ora corretto.

9) Inserire l'adattatore AC e riavviare il computer.

10) Tornare alla casella di dialogo Proprietà - Opzioni risparmio energia (Fase 5) e ripristinare le opzioni di risparmio energia desiderate.

Metodo 2: calibrazione della batteria mentre non si utilizza il computer

La calibrazione della batteria richiede un ciclo di carica completa e scaricamento completo. Per ricalibrare la batteria mentre non si utilizza il computer, procedere come segue.
La ricalibrazione può richiedere da 1 a 5 ore, a seconda del grado di usura della batteria e della configurazione del computer portatile. Il PC non può essere utilizzato mentre si esegue la procedura descritta di seguito. Il completamento di tutti i passi consentirà anche di calibrare la batteria in modo che le letture dell'alimentazione siano accurate.

1) Spegnere il computer portatile.

2) Collegare l'adattatore AC al computer portatile e a una presa elettrica.

3) Caricare il computer portatile finché la spia di ricarica della batteria
non diventa verde . Ciò indica che la batteria è completamente carica.

4) Premere e rilasciare il pulsante di accensione per avviare il computer.

5) Premere più volte il tasto F8 fin quando viene visualizzato il menu di avvio avanzato Windows, selezionare l'opzione Avvio in modalità provvisoria.

6) Rimuovere il cavo dell'adattatore AC dal computer portatile.

7) Far scaricare completamente la batteria finché il PC portatile non si spegne.

8) La batteria risulta ora calibrata e il valore relativo al livello della batteria riportato dal misuratore di alimentazione risulta ora corretto.

[Fonte HP]


Queste metodologie possono essere molto utili e permettono di recuperare decine di minuti di autonomia qualora il gas gauge fosse davvero starato. In generale calibrare comunque una batteria male certo non fa. Ricordo che queste procedure possono dare buoni risultati su batterie ancora in buono stato, l'alternativa resta come sempre procurarsi una batteria nuova.

Alla prossima

29 luglio 2008

Console vs Pc ed il futuro dei videogames

Molto si è parlato al recente E3 delle console in forte ascesa a scapito dei Pc nel mondo videogames. Tema di grande attualità da diversi mesi soprattutto dopo le esternazioni negative contro la pirateria da parte del CEO di Crytek (per Crysis) e del boss di Gas Powered Game (per Supreme Commander). Molti puntano il dito contro la pirateria come il grande male che allontanerebbe le software house ed i publisher dal mondo Pc verso il più sano e onesto mondo console. E' dunque la pirateria il grande cancro che sta appiedando la piattaforma Pc? E' una delle cause dico io, ma non l'unica.

Poco tempo fa è stata data poca enfasi ad un botta e risposta che ha visto coinvolti i dirigenti di Blizzard e di Microsoft. In particolare Blizzard incolpa Microsoft di prestare poca attenzione, diciamo così, al loro sistema operativo per Pc per sviluppare videogames pensando invece ad investire sempre di più sul gaming su Xbox (visto che sono produttori sia dell'hardware che del software). Blizzard pensa che sia sempre più complicato sviluppare su Pc a causa delle continue difficoltà introdotte da nuove APIs, nuovi Hardware, nuovi driver, non dimenticando che Windows è l'unico sistema operativo su Pc dove poter giocare (condizione quindi di grande monopolio). Insomma la critica è concreta: Microsoft sta facendo di tutto per dirottare i gamers dai Pc alla loro console.

Si aggiunga che se volessimo dare adito ad alcune considerazioni complottistiche che pensano che la pirateria sia un male, questo è certo, ma non per tutti. Al punto da pensare che la pirateria per le console sia una vera manna. Tutti vogliono investire sulle console perchè meno affette dal grande cancro e quindi sotto sotto la pirateria su Pc la si lascia proliferare, la si condanna certo, ma non si adottano poi rimedi seri per contrastarla. Tutti sanno che esiste, ma sembra che nessuno voglia veramente eliminarla.

Fantascienza? Fesserie? Forse sì, ma anche no. Io ho cercato un pò in rete, trovo tantissimi dati sulla pirateria su Pc ma pochissimi su console (magari mi potete aiutare voi dandomi nuovi dati). Eppure la pirateria per console esiste, chiunque segua con un minimo di attenzione questo mondo lo sa. Però per i media sembra esistere solo la pirateria per Pc.

La mia personale opinione da grande appassionato di videogame su Pc è che sicuramente la pirateria sta danneggiando la piattaforma. Che gli investitori si stanno allontanando è un dato di fatto, ma vedo anche altre cause. Cause dovute al business, al fatto che le console si sono rivelate delle macchine da soldi molto di più di quanto si aspettassero. Le console a livello hardware sono molto più semplici di un Pc. E' di fatto sempre la stessa macchina, nel senso che il sistema hardware è unico quindi è più semplice sviluppare, si incontrano meno problemi e si fanno più soldi. Il consumatore per contro paga un gioco forse di più che su un Pc ma "compra" di meno in quanto i dettagli e la performance grafiche sono decisamente inferiori.

Alla prossima

06 aprile 2008

Pc Gaming: La Scheda Video ed il G92

Il Pc Gaming è sempre più di ieri fortemente dipendente dall'hardware sul quale si vuole far girare il nostro gioco preferito. Una delle grandi differenze tra chi gioca su Pc e chi gioca su Console è la necessità di dover conoscere l'hardware che si possiede. Giocare su console è indubbiamente più sbrigativo e meno complicato: non esiste un sistema operativo con cui litigare, non esistono driver da installare, non bisogna risolvere problemi di compatibilità tra i vari componenti elettronici e soprattutto non serve nessuna conoscenza dei "pezzi" elettronici che compongono la macchina. Oggi più che mai costruirsi una macchina da Pc Gaming è diventata una vera sfida: i competitors sono tanti, le offerte commerciali sono infinite e ubriacanti. E' necessario scegliere in modo oculato componenti come le schede madri, CPU, Memorie, Schede Video e Alimentatori. Costruire un computer senza sapere cosa si sta comprando può portare a sonore delusioni.

Cominceremo questo nostro viaggio nell'hardware per Personal Computer dal componente che per eccellenza identifica il videogiocatore su Pc: la scheda Video. Oggi giorno il 99% degli utenti indirizza la propria scelta verso i due marchi principali: Nvidia e ATi (ora AMD). Il primo che andremo ad affrontare è proprio l'ultima GPU presentata da Nvidia e che identifica l'ultimo gruppo di schede video della serie 9.


Il G92 è stato ufficialmente presentato nel Novembre 2007 equipaggiando tutta la nuova serie (o seconda serie) delle GeForce 8800 (GS, GT, GTS) e viene ripresentato anche sulle GeForce 9800 (GTX e GTX2). La complessità di questi prodotti sta nel fatto che le case produttrici con la stassa GPU commercializzano svariati modelli di schede grafiche per cercare di coprire la più ampia fetta di mercato possibile. Vengono così create soluzioni che soddisfano l'utente medio fino ai sistemi high-end. Muoversi tra le caratteristiche, parametri e livelli di performance è piuttosto complicato se non si ha una certa conoscenza di base dell'argomento. Se prendiamo come esempio le caratteristiche della 9800GTX abbiamo:

Processo produttivo: 65nm
GPU Clock: 675 MHz
Memory Size: 512MB
Memory Clock: 2,2 GHz
Memory Bus: 256-bit
SP: 128
SP clock: 1,68 MHz
ROPs: 16
Memory Bandwidth: 70,4 GB/sec
Fill Rate: 43,2 GT/sec


Grandi numeri indubbiamente, ma come possiamo utilizzarli per scegliere? Bastano solo questi per convincerci che è la scheda adatta per il nostro sistema o ne servono altri? Anticipo subito che altri parametri utili sono Consumi di potenza (Watt), Rumorosità (dB) e Temperature di lavoro. Questi valori certo non servono a quantificare la bontà della scheda video ma sono fondamentali per capire se è la scheda giusta per il nostro sistema. In particolare il consumo di potenza, in quanto questo paramentro incide sulla scelta della PSU (Power Supply) valutando con attenzione la potenza generale che può erogare (Watt) ed il valore dell'amperaggio (A) sulla linea a 12 Volt. Tutti i produttori di schede video danno i valori minimi necessari per poter usare le proprie schede.

Un utente poco esperto potrebbe essere portato a pensare che più i numeri sono alti più saranno alte le performance. Questo è sicuramente vero, ma non in senso assoluto. Per valutare i numeri bisogna conoscere l'archittettura della GPU che ci sta dietro e capire se è corretto o meno usarli come termine di paragone. Faccio un esempio per chiarire. Nella descrizione di prima SP sta per stream processor che sono sostanzialmente componenti hardware che hanno il compito di processare le istruzioni di shader unificati. Elementi molto importanti perchè sono le prime unità di calcolo della fase di rendering. Ora il G92 ne possiede 128, ma se guardiamo la GPU Ati RV670 di stream processors ne ha 320 e un GPU clock di 775 MHz contro gli 675 MHz del rivale. Senza voler parteggiare per nessuno diciamo che hanno prestazioni simili. Allora come spieghiamo una differenza così ampia di stream processors e clock? Semplice è l'architettura della GPU che è diversa e solo conoscendo questa potremmo comprendere i paramentri.


Nel caso del G92 nella figura potete vedere lo schema a blocchi dell'architettura hardware. Per chi ha dimistichezza con i processori converrà con me che siamo di fronte ad una realizzazione eccezionale. E' un sistema ad elevato parallelismo composto da un elemento principale replicato quante volte si vuole per aumentare o diminuire le performance. Ogni blocco è realizzato da 16 Stream Processors, 4 TMUs, cache indipendenti (L1 e L2) e 1 gruppo di ROPs finali. Questa architettura stravolge il contetto di pipelines a flusso di dati sequenziale del passato e grazie anche alle nuove API Microsoft adesso si parla di pipelines looping oriented riducendo il numero di stadi nella fase di rendering rendendo così ogni elemento della pipeline indipendente dall'altro, questo comporta un aumento concreto delle performance. In passato il numero di pipelines di una GPU era sinonimo di performance: più pipelines aveva maggiore era la sua capacità computazionale, oggi con questo tipo di architettura salta decisamente questo termine di paragone.

Nello schema a top-down abbiamo in alto un generico elemento denominato Host. E' in breve la CPU che fornisce lo streaming dei dati alla GPU. Questo già vi fa capire come la CPU sia un elemento importante nel processo grafico perchè non deve essere un collo di bottiglia per i dati in ingresso alla GPU, spesso si parla in questi casi di sistemi cpu-limited. Alla fine invece abbiamo il Frame Buffer (FB) che è la memoria video dove viene depositato il frame finale pronto ad essere visualizzato a video.
Gli stream processors (SP) sono unità di shader programmabili (pixel shader, vertex shadee e geometry shader). Sono una grande novità nell'ambito delle architetture di GPU. Gli shader unificati sono istruzioni dipiche delle API Dx10 ed avere unità shader programmabili significa adattare l'hardware al tipo di calcolo che si deve fase, a seconda che servano più unità pixel shader o vertex shader.
Le Unità di texture Mapping (TMU) lavorano in modo indipendente a frequenza di core e non di SP su cache L1 indipendente, hanno il compito di indirizzamento (attraverso le Texture Address Unit) e filtraggio (Texture Filtering Unit) delle texture. Sono quindi importanti nel processo di texturing e renderle efficienti significa aumentare pesantemente le performance del processo di rendering.
La fase finale del processo di rendering è demandata ai processori Raster (ROPs) e sono responsabili del parametro di Fill Rate della scheda video. Sono anch'essi molto importanti perchè compiono oparationi di Z-processing sui pixel (profondità della scena 3D) e filtraggio di Aniti Aliansing (processo molto pesante per le schede video). Anche queste lavorano in modo indipendente dal resto della catena hardware e l'architettura Nvidia necessità di un minor numero di ROPs rispetto alla concorrenza in quanto ha reso i propri Raster Processors particolarmente efficienti.


Altro aspetto importante è il processo produttivo. A parità di area è possibile costruire un numero maggiori di circuiti integrati, questo incide positivamente su diversi fattori: clock, voltaggi, consumi. Più è basso meglio è. Sul clock GPU ci siamo in parte già espressi, aumentarlo incide fortemente sulle prestazioni ma va valutato assieme all'architettura della GPU.

Ultimo aspetto è la memoria video. qui sono tre gli aspetti importanti: quantità, clock e bus memoria. La quantità di memoria video (128MB, 256MB, 512MB) è spesso usata dagli utenti come termine di paragone per le prestazioni. Niente di più sbagliato! La quantità di memoria ha un impatto pari a zero sulle performance e risulta importante solo in particolari situazioni di gioco ad elevate risoluzioni. il bus di memoria e clock delle gDDR invece sono molto importanti e determinano pesantemente la memory bandwidth. Maggiore sarà la larghezza del bus (in bit) maggiore sarà la quantità di dati riversati in memoria dalla GPU.

Queste, secondo me, sono le informazioni utili per capire il mondo delle schede video e della grafica in generale. Prendete questo post come spunto ed usate la rete per approfondire aspetti che vi interessanno. Più cose si sanno e meglio si sceglie.

Alla prossima.

25 dicembre 2007

Storia di un disastro annunciato: parte seconda.

Comincio con una piccola premessa. Il post pubblicato su questo blog verso la fine di ottobre, leggete qui, raccontava le mie simpatiche peripezie avute con le Poste Italiane in merito alla spedizione di un Pacco per mezzo corriere assicurato. Siccome molti mi chiedono e sono interessati alla fine della storia, allora ecco per voi il continuo. Perchè non è mica finita è!? Sia chiaro!
Qui la storia sta assumendo i connotati di una saga ad episodi tipo half life 2 episode. mmmh...in effetti una storyboard potrei presentarla alla Valve, ma questa è un'altra storia, sto divagando. torniamo a noi!

Alla fine di Ottobre, come ricorderete, rispedisco di nuovo i documenti richiesti ed una lettera di spiegazione per l'impiegata dell'ufficio "competente" dove le spiego che la famosa denuncia che il negozio doveva fare in realtà è sostituita da una regolarissima autocertificazione. Passano due settimane (unità temporale minima quando si ha che fare con Poste Italiane) e mi viene praticamente rispedito la stessa lettera in cui mi viene richiesto di presentare i soliti documenti altrimenti pratica chiusa. Dopo un'abbondante serie di imprecazioni verso l'amato ufficio sempre meno "competente" vado all'ufficio postale di zona, dove ci sono persone normali con cui parlare, spiego la cosa e la direttrice prende contatti con la responsabile della mia pratica a Roma e cerca di capire come venir fuori da questo clamoroso empasse. Dopo diversi giorni la direttrice dell'ufficio postale mi dice che è riuscita a farsi spiegare che la denunicia in effetti la devo fare io e non il destinatario. Resto allibito (per non dire altro) e vado dai carabinieri a farmi fare sta denuncia. Cioè ma avete capito bene? In base a chi chiamate ed a seconda con chi parlare all'interno di Poste vi verrà detta una cosa diversa, vi verrà data una diversa informazione. E' tipo caccia al tesoro: per avere la soluzione devi trovare molti indizi.
Insomma appena posso mi reco dai caramba e chiedo di fare la denunicia. Il maresciallo prima si mette a ridere per la cosa alquanto bizzarra, poi capisce la mia situazione ed impietosito (credo) decide di fare sta cosa. Il giorno successivo ritorno in posta consegno ed il tutto viene spedito al "pessimo" Ufficio in-Competente di Roma. Era il 14 novembre.

Dopo due-tre giorni mi richiama da direttrice dell'ufficio postale di zona e mi informa che l'ufficio "incompetente" di Roma ha passato la pratica all'ufficio assicurazioni. Alè! Evvai! Un altro ufficio! mamma mia, non ne veniano più fuori! La Direttrice si affretta a rassicurarmi e mi dice: ma no tranquillo l'ufficio assicurazione deve solo emettere l'assegno per la liquidazione (di importo X perchè ovviamente nessuno sa niente) ed entro trenta giorni ti arriverà l'assegno. La mia risposta è stata: Ah! Ah! Ah! Ci credo quando lo vedo. Siete credibili come la neve in agosto!

Attendere prego il trascorrere dei trenta giorni lavorativi (6 settimane) ... ma lavorativi per chi? la domanda rimarrà senza risposta.

Il 22 dicembre decido di fare un timido tentativo per sapere a che punto erano arrivati. Faccio il numero verde e chiamo il call center, detto all'operatore il numero della mia pratica e chiedo di conoscere l'attuale stato della pratica. Attimo di attesa, la tensione sale, forse questa volta è preparato...mi dice: a noi risulta chiusa in settembre. Taaa-Daaa!!! come volevasi dimostrare. non sono neanche aggiornati sullo stato della pratica. saluto l'operaote con un "fa lo stesso" e riattacco. Speriamo nel 2008.


Alla prossima.


26 ottobre 2007

Storia di un disastro annunciato

Quest'anno, in data 18 giugno, decido di utilizzare il prodotto postale Pacco Celere 1 Plus Assicurato, il più costoso tra i prodotti di Poste Italiane, per la spedizione di un Personal Computer del valore di oltre mille euro per un intervento in garanzia essendo il PC nuovo di 8 mesi. Il pacco arriva a destinazione pesantemente danneggiato (case rotto, pannelli laterali piegate, schede interne crepate, ecc) la causa imputabile ad un violento urto durante le fasi di trasporto. Il negozio milanese destinatario della spedizione prontamente mi segnala la cosa, mi spedisce documentazione e foto ed io mi attivo con Poste Italiane per la denuncia di un danneggiamento occulto in quanto l'involucro non lasciava presagire un contenuto tale.
Mi reco all'ufficio postale di zona e presento reclamo rispettoso delle procedure suggerite da Poste Italiane per questi casi. L'impiegata mi dice che a breve - ricordate bene questa parola: a breve - sarei stato contattato dall'ufficio competente per dettagli in merito alla pratica. Tutto ciò accade il 26 giugno corrente anno.

Dopo circa un mese di silenzio assoluto decido di contattare il call center di Poste Italiane. La centralista mi assicura che la pratica è stata recepita e che è in lavorazione. Tutto ciò accade circa alla fine luglio. Alla centralista stessa chiedo che devo fare del mio PC, se posso ripararlo o meno. Lei per tutto punto mi risponde di no, perchè il pacco ed il suo contenuto devono essere visionati da un perito. Io rispondo ok ed aspetto.
Lascio passare il mese di agosto che, come è noto a tutti, l'Italia intera si ferma (singolità solo nostra), ed ai primi di settembre riprendo il telefono e contatto nuovamente il call center. Mi viene risposto che la pratica è in lavorazione e che sarei stato contattato a breve (questa frase l'avevo già sentita penso io).
Vabbè, aspetterò mi dico sconsolato...passano altre 2 settimane (e come se niente fosse siamo arrivati a metà settembre) ritelefono al call center. Succede un fatto inaspettato: mi viene intimato di segnalare il codice reclamo, prendo la lettera di reclamo e comunico il codice. No! Mi viene risposto, il codide reclamo web. Io casco dalle nuvole (che sarà mai sto codice web?) ed il centralista solerte mi spiega la procedura, me ne assegna uno e mi dice di conservarlo con cura (quasi fosse la panacea di tutti i mali). Chiude la conversanzione con la frase di rito: "la pratica è in lavorazione e sarà contattato a breve". Per farvela corta nelle tre settimane successive ho fatto altri tre tentativi telefonici al call center e presentato un sollecito di reclamo cartaceo ottenendo sempre lo stesso risultato, cioè nulla.

Indispettito decido di cambiare tattica ed attorno alla fine di settembre/primi di ottobre mi presento all'ufficio postale. Spiego la situazione e le impiegate mi guardano stralunate dicendomi che è la prima volta che sentono una cosa del genere (la mia solita fortuna penso io) e mi impressionano con racconti mirabolanti sui tempi rapidissimi di poste italiane nel risarcire il danno. Esco dall'ufficio con la promessa che se ne sarebbero occupati loro. Ottimo penso, evviva il buon vecchio ufficio postale. Il giorno seguente mi ritelefona l'impiegata dell'ufficio comunicandomi che la pratica è stata accettata e che è in rimborso. Si prende un piccolo attimo di gloria per la sua rapidità e poi restiamo d'accordo che ci risentiremo per festeggiare l'avvenuto rimborso.

Dopo 2 settimane dalla telefonata io non ricevo nessun rimborso, prendo il telefono e richiamo il call center. spiego la situazione e mi viene confermato che la pratica è in rimborso e che devo attendere il pagamento sul conto, il tutto con un tono anche abbastanza seccato, come se la mia insistenza fosse inopportuna. Chiedo se nel frattempo posso aggiustare il mio computer (perchè a questa annosa domanda devo ancora ottenere una risposta) e il centralista non può dirmi nulla al riguardo se non la solita frase: attenda l'ok dall'ufficio competente. (il famoso "ufficio compentente" di poste italiane, esiste, ma nessuno l'ha mai visto o sentito).

Il 20 di ottobre è un giorno centrale nella storia. Arriva una lettera dell'ufficio competente di poste italiane, al secolo "Direzione Operazioni Nazionali - Assistenza Clienti - Prodotti Assicurati". Rabbrividiamo! Non solo non mi comunicano l'avvenuto rimborso, ma mi intimano di presentare nuova documentazione per avviare la suddetta pratica.
Avviare? Ma che hanno fatto in questi quattro mesi penso io!? Ovviamente si sono guardati bene dal segnalarmi un numero telefonico o di fax dove contattarli.
Comunque ... con due righe striminzite si scusano per l'accaduto (in fondo è solo quattro mesi che aspetto e non uso un computer che ho pagato io) e mi chiedono di presentare altri documenti. Due di questi sono già in loro possesso (descrizione del contenuto del pacco e preventivo di riparazione) ed il terzo è un'autentica perla di mala-burocrazia: presentare copia della denuncia sporta alle autorità competenti da parte del negozio che ha ritirato il pacco.
Denuncia? Chi ha parlato di denuncia? E dopo quattro mesi me la chiedono? Vogliono il tutto entro 15 giorni dalla presente. Hanno pure fretta penso!

Qui si apre un altro capitolo e quattro mesi buttati alle ortiche.
Mi attivo subito, telefono al negozio e spiego la cosa. D'istinto mi ridono in faccia, poi ci calmiamo tutti e si decide di assecondare il delirio burocratico di poste italiane. Un dipendente del negozio fa visita il giorno seguente a carabinieri e polizia e dopo aver fatto sorridere un pò di agenti si è sentito rispondere che questo genere di cose loro non le fanno e che basta una autocertificazione da parte del negozio stesso.
Ritelefono di nuovo al call center di poste italiane, spiego la cosa e mi viene risposto di spedire pure la autocerficazione ma che tanto l'ufficio competente non l'accerretà mai.
Ottimo penso, sono in una botte di ferro!

Inviperito, stressato, depresso e non so che altro, ritorno all'ufficio postale di zona spiego che ormai abbiamo raggiunto un livello fantozziano della pratica, che mi sono veramente stufato di essere preso in giro e che il famigerato rimborso che loro mi avevano promesso è lontano anni luce.
Imbarazzati, mi promettono di interessarsi alla cosa di nuovo e di coinvolgere il Direttore dell'ufficio provinciale per capire cosa possa essere successo, perchè, udite udite, loro mi dicono che la denuncia che mi è stata chiesta nessono me la farà mai!
Pare essere una pratica di recentissima applicazione e quindi le autorità competenti (come dicono loro) non ne sanno nulla di questa cosa. Essendo la mia pratica ininziata in giugno non rientra in questa casistica. Questo è quello che mi è stato detto all'ufficio postale di zona che sembra essere mille volte più operativo della sede centrale.

Oggi, ho rispedito l'intero malloppo dei documenti e vediamo che succede. Ma lo so che non è ancora finita...e intanto siamo arrivati a novembre
.

Questa breve storia credo sia sintomatica di molti aspetti.
In primis il fatto che Poste Italiane come azienda privata (o privatizzata non lo so) vuole offrire sempre più servizi senza troppo preoccuparsi di come vengono forniti.
Secondo, un livello burocratico da dopo guerra: non è possible che nel 2007 ci debba ancora essere una spaccatura così ampia tra cliente ed ufficio compentente. Nessuna possibilità di comunicare e doversi sempre affidare ad intermediari (impiegati di zona e call center) che devono riportare la comunicazione.
Terzo, la totale inutilità dei call center, messi lì a fare da barriera verso i malcapitati clienti, ma totalmente incapaci di risolvere problemi (non ne hanno l'autorità). Sono un semplice front-end che crea più casino che altro.
Unica nota positiva è il buon vecchio ufficio postale con le sue impiegate, persone che ci mettono del suo per tentare di risolvere le cose, anche se frenate da una struttura più grande di loro.